zeppe

Scarpe in corda, che passione

Nate in Spagna ed esportate in Argentina, le calzature in corda divennero presto popolari in quanto scarpe semplici, molto leggere e di buona aderenza la suolo, composte da una tela di cotone cucita a mano su una suola di sparto, ovvero la corda di canapa (in spagnolo espardenya, da qui il termine francese espadrilles o spagnolo espadrillas).

Poiché la tela di cotone (canvas) permette la ventilazione del piede e la fibra di juta assorbe il sudore, queste scarpe erano indossate per lo più dai lavoratori e in Argentina, durante la presidenza di Juan Domingo Peròn diventano addirittura il simbolo politico della lotta operaia.

Il passo verso le passerelle è breve el a calzature “povere” assumono così connotati di stile, sviluppandosi in zeppe alte e di gran moda.

Nel 1950, quando Yves Saint Laurent inizia la sua collaborazione con l’azienda catalana Castaner, da il via al nuovo binomio: lusso radical chic.

negli anni 60 poi, si consacrano definitivamente e si impongono negli armadi di personaggi come Grace kelly, Brigitte Bardot e Jackie Kennedy.

In vista del caldo diventano le protagoniste indiscusse e rappresentano un vero e propio must have. Non sono certo una novità, ma una costante, un classico intramontabile e a confermarlo sono centinaia di stilisti che ogni anno le rendono protagoniste delle proprie collezioni estive: che siano alte, basse, sandali o espadrillas poco importa, ce n’è per tutte.

Chi ama le altezze con una zeppa in corda non può sbagliare: è comoda, femminile e affascinante ed è in grado di slanciare la figura.

 

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